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Il 2007 sarà l'anno del decollo per l'utilizzo di tag Rfid a livello di singolo articolo, ma sarà nel 2016 che questo diventerà il principale mercato del settore in termini di valore.
E' quanto prevede una ricerca curata da IDTechEx, secondo cui il giro d'affari dell'etichettatura di articoli con tag Rfid inizierà a crescere in modo significativo nell'anno appena iniziato e passerà, nei prossimi dieci anni, dagli attuali 0,16 miliardi di dollari l'anno ai 13 miliardi di dollari nel 2016. In quell'anno, il numero di articoli dotati di tag dovrebbe arrivare a 550 miliardi, contro gli attuali 200 milioni.
"Chi adotta l'etichettatura dei singoli articoli oggi lo fa convintamente, ed è preparato a pagare di più per avere prestazioni più alte e maggiori benefici" si legge nel rapporto di IDTechEx. "Questo contrasta con quanto accade per l'etichettatura di pallet e casse, dove molti produttori sono costretti ad adottare i tag dalle specifiche richieste dai rivenditori, indipendentemente dai reali vantaggi economici".
Il maggior potenziale per l'etichettatura dei singoli articoli si ha per grandi volumi di prodotto, come nei beni di consumo, le spedizioni postali, l'abbigliamento, i farmaci. Se alcuni di questi settori si sono già mostrati molto interessati all'uso di tag, l'industria alimentare è destinata probabilmente ad arrivare per ultima, secondo il rapporto.
"A quel livello, ci vorrà del tempo prima di arrivare a costi unitari dei tag che giustifichino l'etichettatura di una lattina di bibita in un supermercato", fa notare il rapporto.
Perché questo accada la tecnologia dovrà evolvere. Sarà grazie a innovazioni come l'inchiostro Rfid, prevede IDTechEx, se il prezzo medio dei tag per singoli articoli scenderà sotto il centesimo di dollaro nel 2016: una media in cui sarà compreso un range di prezzi da 0,1 cent per semplici strisce di inchiostro Rfid e circuiti su film sottili, a 8 dollari per tag dedicati ad applicazioni militari o al monitoraggio di parti di aereo.
www.rfiditalia.com
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